La Briglia è un’opera di ingegneria idraulica posta trasversalmente all’alveo in cui è fondata, concepita per la sistemazione idraulica dei torrenti montani. Sopravvissute al tempo, le Briglie vennero costruite nel territorio vesuviano, ad opera dell’Ing. Carlo Afan de Rivera, nel 1855, incaricato dai sovrani Borboni: un efficace sistema d’irreggimentazione delle acque, il primo a carattere organico, un grandioso progetto di prevenzione del rischio idrogeologico connaturato alla Montagna, che prevedeva la costruzione delle “Briglie” a monte e dei “Regi Lagni” a valle, e il rimboschimento per dare sostanza alla Montagna.

Il Vesuvio ed il Monte Somma erano infatti, attraversati da numerosi torrenti che spesso hanno causato delle frane di fango e rocce conosciute col nome popolare di “lave”, ugualmente pericolose ai fiumi di lava provocati quando il vulcano, in passato, era in fase d’eruzione. Era proprio questo lo scopo delle briglie messe a protezione della Montagna per evitare che le alluvioni, le piene dei torrenti ed altre calamità simili potessero ripercuotersi sui contadini e sui loro averi. 

Le Briglie presenti nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio sono circa 50  e di queste oltre 13 ricadono nel territorio di Torre del Greco;  sono alte più di quindici metri e lunghe fino a venti; sebbene oggi, non essendo state adeguatamente manutenute, hanno perso il loro antico ruolo di contenimento,  hanno conservato il loro valore storico culturale quale esempio di  opere di architettura e di ingegneria del passato che hanno saputo perfettamente armonizzarsi con la natura.