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Lasciandosi il “rudere Minicuccio” alle spalle e proseguendo verso nord, lungo un’antica mulattiera, si giunge alla prima di tre briglie. A ben guardare ci si accorge che la prima è stata quasi completamente ricoperta da materiale vulcanico🌋🌋Queste imponenti opere, oltre che espressione dell’ingegneria idraulica del passato, rappresentano un caratteristico segno territoriale e soprattutto un bene culturale che richiede oggi, più che mai, un impegno attivo e responsabile finalizzato alla loro conservazione e valorizzazione: per non dimenticare l’antica funzione di regolazione delle acque e allo stesso tempo per implementare l’offerta turistica di questi luoghi dalla storia millenaria con centri storici di rilievo, siti architettonici e archeologici, paesaggi tutelati e prodotti enogastronomici riconosciuti.

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